Chi Siamo

Struttura sanitaria a carattere specialistico, il Center of Molecular Nutrition for Sport è stato creato per mettere la scienza della nutrizione al servizio dello sport. Nello specifico, nasce per creare un collegamento diretto tra la ricerca scientifica e la realtà della clinica, per offrire agli sportivi un management nutrizionale di massimo livello. 

I dati clinici raccolti dal Center of Molecular Nutrition for Sport, grazie ai fondi raccolti dall'Associazione Cmnsport (Onlus) e con il facoltativo consenso del paziente, verranno utilizzati per la ricerca applicata alla nutrizione, allo sport e alla patologia umana. Inoltre, l'Associazione Cmnsport si propone l'obiettivo anche di finanziare dei progetti di ricerca indipendenti dai dati clinici raccolti dal Center of Molecular Nutrition for Sport, sempre riguardo le suddette materie. Facciamo questo perchè consapevoli che la ricerca è vita.


Il Cmnsport è orgoglioso di poter vantare uno staff medico di livello mondiale, composto da ricercatori provenienti da diverse nazioni, leader nelle loro aree di ricerca

Nel Cmnsport convergono ricercatori dell'Università "La Sapienza", della "Fondazione Rita Levi Montalcini"/"Santa Lucia", dell'Università "Campus Biomedico di Roma", dell'Università di Goteborg

Le strutture che il Cmnsport utilizza appartengono all'elitè della ricerca nazionale ed internazionale essendo studi clinici e laboratori di ricerca avanzata dei suddetti centri scientifici 

Solo quando si comprende nell’insieme la complessità di ciò che si ha davanti, ci si può porre nella maniera giusta per affrontarla

CMNSport è convenzionato con molte strutture di livello internazionale, tra cui: 'La sapienza Università di Roma' e 'Università Campus Bio-Medico di Roma'



Denominazione : C.M.N.SPORT S.R.L.      Partita IVA : 02874640598

Premesse scientifiche

Oggi più che mai, la scienza della nutrizione sta acquistando una rilevanza a livello globale. Infatti, non è un caso che l'Expo universale abbia come topic la nutrizione. In  un panorama così ampio come quello nutrizionale, negli utimi anni, la scienza ha aperto scenari prima inimmaginabili. Nello specifico, si è aperta l'era della genetica applicata alla nutrizione. Il DNA, il nostro Codice Genetico, è il "Software" che "comanda" tutto il nostro organismo. Conoscerlo a fondo significa comprendere meglio noi stessi, come "funzioniamo", e quali sono quelle   peculiarità  che  ci   distinguono  gli uni dagli altri. Studiare il DNA ci permette di ottenere un vero e proprio "manuale di istruzioni" di noi stessi. E’ importante sapere però che lo sviluppo di una persona, deriva non solo dal suo DNA ma anche dall’ambiente in cui si trova. E’ infatti l’interazione tra geni ed ambiente che produce il risultato finale. Questo fatto è molto importante, perché se da un lato non possiamo modificare il DNA con cui nasciamo, possiamo però modificare l’ambiente, cioè lo stile di vita, migliorando così il risultato finale. Applicare questo approccio nello sport, significa studiare la struttura molecolare dell’atleta, definirne le caratteristiche assolute e immodificabili che lo caratterizzano e quindi programmare in maniera individuale la preparazione ad ogni singola performance che egli deve sostenere. Il raggiungimento del massimo della performance è sempre stato un obiettivo che la scienza ha cercato di perseguire, ricorrendo a differenti approcci e intraprendendo innumerevoli strade. Tuttavia, nel corso degli ultimi anni, si sono susseguiti molti studi che hanno analizzato da un punto di vista genetico la performance sportiva, con risultati sorprendenti. Tra questi ne citiamo due particolarmente indicativi: Kambouris M. et al. 2012 hanno raccolto tutte la potenziali mutazioni genetiche che potrebbero coinvolgere la performance di un’atleta, concludendo: “La genomica predittiva applicata allo sport e alle prestazioni atletiche identifica vantaggi genetici da sfruttare, barriere genetiche da superare, offre approfondite informazioni nella selezione sportiva e nelle attività atletiche (resistenza, forza, misto); inoltre, determina l’eventuale aumentato rischio di infortuni e scopre ostacoli nelle prestazioni sportive (massa corporea, atteggiamento psicologico, abuso di sostanze). La conoscenza e l'utilizzo del profilo genetico porta a definire e attuare i protocolli adatti allo sport e, l’allenamento e il programma nutrizionale, possono essere ottimizzati, personalizzati ed individualizzati per raggiungere le massime prestazioni e la salute ottimale dell'atleta". Ancora Kambouris M. et al. 2014 hanno affermato: "Per ottenere prestazioni atletiche ottimali, l’analisi predittiva del DNA dovrebbe essere utilizzata supportando la selezione sportiva e l’elaborazione di programmi di formazione e di nutrizione personalizzati". A tal proposito, ad esempio, in ambito calcistico, nel Gennaio 2014 è stata siglata una convenzione firmata da Università Cattolica-Centro di ricerca in Biochimica e Nutrizione dello Sport (CriBeNS-UCSC) e Lega Pro, dove i ricercatori UCSC svolgeranno sugli atleti analisi genetiche e molecolari, al fine di cercare di caratterizzare sempre meglio il DNA del campione.

Metodi

Rispettando quanto ormai validato scientificamente, nella fase iniziale si applica un protocollo standard eseguendo l'anamnesi nutrizionale, l'esame obiettivo, la valutazione dei parametri biochimici, l'analisi antropometrica ed una serie di test funzionali.
Nella seconda fase, avendo inquadrato il paziente, si procede con valutazioni più approfondite utilizzando una serie di strumenti di analisi metabolica estremamente avanzati. 
Infine, si procede  con l'analisi nutrizionale più approfondita al momento possibile: l'analisi di regioni del proprio DNA nelle quali ci sono scritte le informazioni relative al metabolismo ed alla nutrizione. Nello specifico, tra le molteplici informazioni detectabili, si studiano la metabolizzazione dei nutrienti (carboidrati, proteine, lipidi, vitamine e minerali), la capacità di rigenerazione della struttura muscolare, la capacità antiossidante del nostro organismo, le soglie di sensibilità e le intolleranza rispetto ai nutrienti, che sono uno dei fattori che maggiormente influenzano la performance di un atleta. Inoltre, in base alle necessità, si vanno anche a studiare le caratteristiche individuali della secrezione di ormoni e di neurotrasmettitori associati al metabolismo, alla nutrizione e alla performance. (Per l'approfondimento di questo aspetto, applicato allo sport, rimandiamo alla sezione "Visione")
E' da sottolineare che il passaggio allo step analitico successivo è sempre una valutazione fatta dallo specialista, condivisa con il paziente. 


Obiettivi

Il nostro obiettivo è quello di offrire all'atleta una gestione nutrizionale di massimo livello creando una connessione diretta tra la realtà della ricerca scientifica e la realtà clinica, portando, quindi, le più attuali evidenze scientifiche in termini di modelli, approcci, tecniche e protocolli al sevizio dell'atleta. 
Come supportato dalle evidenze espresse nelle premesse scientifiche, l’obiettivo perseguibile, sul breve e soprattutto medio e lungo termine, è il miglioramento dell’espressione atletica, l’ottimizzazione del tempo di recupero da infortunio, nonché la prevenzione da quest’ultimo. 
Il Center of molecular Nutrition for Sport, con i dati acquisiti e con l'eventuale consenso dei pazienti, si impegna a svolgere attività di ricerca applicata allo sport, con l'intento di evidenziare nuove informazioni molecolari coinvolte nel miglioramento dell’espressione atletica e nel managment dell'infortunio.
Infine, i dati ottenuti, sempre con l'eventuale consenso dei pazienti, potranno anche essere utilizzati per sviluppare ricerca su patologie tra le quali malattia di Alzheimer e Cancro, che sono tra le principali aree dei nostri centri di ricerca.

Visione

Ad oggi, come accennato nelle evidenze scientifiche attraverso analisi di diverse regioni del DNA, è possibile definire in maniera inequivocabile la struttura muscolare dell’ atleta (se è un soggetto aerobico, anaerobico o intermedio). Di fatto, significa discriminare se sia un atleta di fondo piuttosto che di  potenza. Praticare attività fisica che non tiene conto di queste indicazioni molecolari significa predisporsi a riduzione irrisolvibile della performance e ad infortunio, nonché a patologie molto più serie. Ancor prima dell’ infortunio, la difficoltà a raggiungere il top della performance, il ripetersi di leggeri acciacchi, per l’atleta è già invalidante, al punto che la percezione che inizia ad avere di se stesso può cambiare, condizionandone l’intero corso della stagione se non della carriera. Se per un atleta già affermato è un dato unico e imprescindibile, per un atleta giovane può significare qualcosa di più. Infatti, per un giovane atleta, che sta formando tutti gli aspetti della sua identità,  avere informazioni molecolari sulla  propria struttura muscolare (meglio con un'analisi molecolare anche relativa al metabolismo ed alla nutrizione) significa ottenere un' inquadratura atletica e professionale autentica e non passibile di errore, finalizzata ad uno sviluppo totale e massimale delle proprie potenzialità atletiche. Si pensi, ad esempio, che nel calcio è possibile inquadrare la collocazione in campo migliore per l’atleta,  nonché se  esso  può  essere un ottimo subentrante, piuttosto che un atleta che esprime il massimo potenziale partendo dall’inizio. Un aspetto degno di nota dell'approccio molecolare nel giovane atleta, è la possibilità di fornirgli, sia da un punto di vista nutrizionale che muscolare, un percorso educativo che lo avvicini ulteriorermente alla disciplina e quindi a porre le basi per essere un professionista migliore. In ultimo, e questo riguarda gli atleti di qualsiasi età, a prescindere dalla carriera che svolgeranno, un' inquadratura molecolare a questo livello è garanzia di prevenzione di numerose patologie nell'arcodella loro intera vita. Con il progredire delle evidenze scientifiche sempre più  dati molecolari saranno acquisiti e potranno essere utilizzati per poter ottimizzare la performance atletica nonchè la salute del paziente. Un aspetto particolarmente interessante delle prospettive scientifiche in questo ambito è l'approccio genetico in relazione al Sistema Nervoso. Infatti, molti studi si stanno concentrando su neurotrasmettitori e neurotrofine come la Serotonina e il BDNF. Già ad  oggi ci sono dati chiari su come, informazioni diverse tra gli individui contenute nei tratti di DNA relativi a queste molecole, rivelino l'attitudine psicologica dell'atleta. Già ad oggi, pertanto, è possibile discriminare quale atleta avrà bisogno di una guida nella gestione delle emozioni e dello stress e quale no.



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